Operatori 118 e la gestione psicologica

Stress e stanchezza

In questo periodo covid 19 cresce la preoccupazione per lo stato psicofisico ed usurante degli operatori 118, alcuni report evidenziano che il personale delle ambulanze (Tecnici e Sanitari) sono una categoria di lavoratori particolarmente a rischio. Lo stress psico-fisico prolungato nel tempo rischia di avere conseguenze negative che non vanno sottovalutate.

Cosa stara' pensando l'operatore ritratto nell'immagine, probabilmente esausto, seduto sul posteriore dell'ambulanza?

Quali problemi e preoccupazioni avra' per la testa?

A quali rischi andrà in contro ogni giorno nello svolgimento del suo turno di lavoro?

118 e disturbo da stress post-traumatico

Secondo l’American Psychiatric Association (APA, 2013), l’80% degli individui con PTSD (Disturbo da stress post-traumatico) può avere anche altri disturbi o problemi di salute mentale, come ansia, depressione, disturbi del comportamento alimentare, problemi di sonno, somatizzazione, abuso di sostanze e altre dipendenze comportamentali.


Prevalenza di PTSD e disturbi mentali comuni tra il personale delle ambulanze: una revisione sistematica e una meta-analisi

E’ stata condotta e pubblicata su PubMed una ricerca mondiale sistematica sul web di articoli ed effettuato un processo di screening per identificare gli studi da includere nel report. Per essere ammissibili, gli studi dovevano riportare dati quantitativi originali sulla prevalenza di almeno uno dei seguenti esiti di interesse per la salute mentale (PTSD, depressione, ansia, disagio psicologico generale) per i campioni del personale delle ambulanze

La qualità degli studi è stata valutata utilizzando strumenti di valutazione metodologica convalidati.  Attraverso questa revisione sistematica e meta-analisi sono risultate le condizioni di salute mentale tra il personale delle ambulanze in tutto il mondo.

Risultati: in totale, sono stati identificati 941 articoli in tutte le fonti, con 95 articoli full-text selezionati per confermare l’idoneità. Di questi, 27 studi sono stati inclusi nella revisione sistematica, riportando un totale di 30.878 componenti di personale di ambulanza. Un totale di 18 studi hanno fornito le informazioni quantitative necessarie e sono stati conservati per essere inseriti nella meta-analisi. I risultati hanno dimostrato tassi di prevalenza stimati dell’11% per il disturbo da stress post-traumatico, del 15% per la depressione, del 15% per l’ansia e del 27% per il disagio psicologico generale tra il personale delle ambulanze, con la data di raccolta dei dati che ha un’influenza significativa sull’eterogeneità osservata.

Leggendo questi dati la situazione è preoccupante…

Aggressioni

Photo by Lukas on Pexels.com

Non solo stress e stanchezza ci sono anche le aggressioni che purtroppo avvengono tutti giorni benché nascoste, alcune con intemperanza verbale del tipo ” è mezzora che aspettiamo quanto ci avete messo?” alcune quasi fisiche con “affronti agli operatori” in pieno stile “regolamento di conti”! molto spesso queste aggressioni non vengono neanche denunciate oppure vengono attenuate da terzi con… ” inutile denunciare, tanto non hanno nulla da perdere”, oppure “non era in sé per colpa dell’alcool o droghe, perdonatelo”, oppure non vengono semplicemente denunciate perché tanto le segnalazioni rimangono là e non avranno mai seguito, anzi alla fine sono solo una “scocciatura e perdita di tempo”… ma… poi nel rendiconto generale non saranno mai evidenziate, catalogate ed inserite nelle statistiche, ciò comporta l’inesistenza del “problema”!

  • Negli ultimi anni si evidenziano malumori e discussioni anche tra il personale del 118 e dei Pronto Soccorso, si tratta per lo più di battibecchi di poco conto sfociato dalla “stanchezza e stress” e organizzazione di lavoro aziendale differenziato, anch’essi poco evidenziati tra le note dei lavoratori alle rispettive aziende diventando una annosa routine nascosta.

Cronaca… purtroppo succede spesso!

  • Insulti, sputi e una ‘testata’ in pieno viso. L’aggressione al soccorritore del 118 intervenuto per un incidente! “Siamo ‘carne da macello’, nonostante il nostro impegno sia a favore della gente. Meritiamo rispetto e anche qualche tutela in più”. Lo sfogo, amaro, è quello di un autista soccorritore di una delle quattro postazioni del 118 attive a Foggia, aggredito con una testata in pieno viso durante il servizio.
  • Aggredito personale del 118 a Trapani, uomo muore e i familiari distruggono ambulanza!

Mitchell e Everly (1996) “definiscono il Critical Incident in ambito sanitario come ‘…qualunque situazione affrontata dal personale sanitario, capace di produrre un stress emotivo insolitamente elevato in grado di interferire sulle abilità dell’operatore durante e anche dopo l’evento critico’”.

Subire una aggressione verbale e/o una aggressione fisica nello svolgimento del proprio lavoro “rappresenta un evento traumatico più o meno acuto in relazione all’entità dell’evento e alla fragilità delle persone”.


Definizioni: aggressione e violenza

  • Atto di violenza: “azione molto intensa che ha come fine il recare danno grave a una o più persone e compiuta da una o più persone che operano sinergicamente. Il National lnstitute of Occupational Safety and Health (NIOSH) definisce la violenza nel posto di lavoro come ‘ogni aggressione fisica, comportamento minaccioso o abuso verbale che si verifica nel posto di lavoro’”;
  • Aggressione fisica: azione fisica esercitata da una o più persona su un lavoratore con lo scopo o l’effetto di violare la dignità ed il valore della persona, di nuocere alla salute e/o di creare un ambiente di lavoro ostile;
  • Aggressione verbale: si verifica quando uno o più lavoratori subiscono umiliazioni, insulti, offese o minacce fino ad essere costretti a tollerarle o ad omettere atti propri dell’attività lavorativa”.

Cosa fare?

Strategie psicologiche di supporto necessarie…

“sentimenti di rabbia, dolore e frustrazione dei pazienti e parenti, trovano facile sfogo nei confronti del personale 118” che “può trovarsi coinvolto in una escalation verbale dagli esiti imprevedibili o subire inaspettati atti aggressivi che causano un forte impatto emotivo (stress acuto)”.

Alcuni ricercatori – Breslau e collaboratori (1991) – hanno dimostrato che “il 15% degli uomini e il 36% delle donne sviluppa disturbi psicosomatici dopo un evento critico, con un aumento: degli stati d’ansia, dei sensi di colpa, dei sentimenti di rabbia e di frustrazione, dei pensieri intrusivi, della sensazione di pericolo, dei disturbi del sonno oltre ad una riduzione della motivazione all’attività lavorativa”.

È dunque necessario farsi carico di questo problema e applicare “precise strategie psicologiche di supporto” per poter gestire “le conseguenze emotive negative di questi episodi, evitando che questi disagi possano evolvere verso condizioni di sofferenza cronica, di disturbi post-traumatici da stress o di demotivazione lavorativa (burn out) con le relative assenze prolungate per malattie, bassa qualità lavorativa e richieste di trasferimenti”.

Inoltre le evidenze scientifiche della Psicologia dell’Emergenza indicano come “un tempestivo intervento di supporto psicologico entro le 96 ore dall’evento possa già mitigare significativamente l’impatto emotivo e facilitare una prima e rapida attenuazione dello stress”.

E l’intervento psicologico di supporto proposto nel documento utilizza il “protocollo CISD (Dyregrov, 1997) che si sviluppa attraverso una serie di interventi differenziati nel tempo e finalizzati all’elaborazione delle emozioni, all’attenuazione dello stress, al contenimento della sintomatologia clinica e al recupero, in tempi brevi, della piena funzionalità lavorativa”.

Molte aziende sanitarie hanno avviato procedure e supporto psicologico in tal senso con moduli di segnalazione e unità operative di “psicologia”. Il nostro invito è di segnalare ogni singolo evento.

Finalità e procedura

La finalità: è “la riduzione dell’impatto emotivo (distress) sull’operatore/i dovute all’ episodio di aggressione, in modo da evitare o comunque ridurre l’instaurarsi di condizioni croniche di disagio psicologico e evitare la disaffezione lavorativa”.

La procedura: verificatosi l’evento critico, il RSPP invia una copia della segnalazione dell’aggressione verbale e/o fisica al Responsabile del Servizio di Psicologia ospedaliera o aziendale.

Il Servizio di Psicologia del dipartimento conduce una prima valutazione del caso, approfondendo modalità di aggressione, alla luce di quanto emerso dalla valutazione e a discrezione del Responsabile del Servizio di Psicologia Ospedaliera è possibile concludere la procedura o attivare il protocollo psicologico che prevede l’attuazione di interventi di 1° livello (di gruppo e/o individuali) e successivamente di 2° livello (di monitoraggio e follow-up) che riguarderanno gli operatori coinvolti nell’evento aggressivo.


Non solo stress e stanchezza dovuto allo svolgimento del lavoro e delle aggressioni, nel servizio 118 è presente anche un altro importante rischio...

Rischio Stradale e stress del conducente veicoli di emergenza

(ambulanze, automediche e veicoli assimilati)

Ci siamo mai fatti delle domande sulla nostra sicurezza? e come spesso ripetiamo nei corsi “l’ambiente è sicuro”? dobbiamo aspettare che capiti proprio a noi per cambiare “modus operandi“?

Nel nostro ambiente lavorativo lo stress può essere correlato genericamente alla gestione del traffico e nella pressione emotiva da “itinerario raggiungimento target” questo, svolto in città frenetiche con tempistiche da rispettare, condiziona negativamente la nostra attività (operatori 118) e la nostra salute, oramai ampiamente e scientificamente dimostrato.

Quindi non si tratta solo dell’inquinamento degli scarichi delle auto, che pure esiste ed è altamente nocivo: ci sono anche inquinamenti che possiamo definire della percezione, del tempo, visivi, emotivi .

Riguardo il “rischio stradale” è una evenienza reale, le statistiche sull’incidentalità stradale dei veicoli di emergenza lo confermano la Cassazione sottolinea inoltre come l’evoluzione in discorso si riallaccia altresì a quanto registrato a livello normativo nell’ambito dell’infortunio in itinere, di cui all’art. 12 del d.lgs. 38/2000, che esclude qualsiasi rilevanza all’entità professionale del rischio o alla tipologia della specifica attività lavorativa cui l’infortunato sia addetto, apprestando tutela invece a un rischio generico (quello stradale) cui soggiace qualsiasi persona che presti un lavoro, soprattutto chi lo svolge di “professione” con qualifica specifica.

Troppo spesso una situazione pericolosa viene poi affrontata e corretta dopo che si verifica un incidente consuetudine contraria alla PREVENZIONE!

Da un recente studio, il personale che è stato coinvolto in più incidenti risulta essere il 33%

#indennitàrischiostradale

Conclusione

il personale delle ambulanze in tutto il mondo ha una prevalenza di disturbo da stress post-traumatico, dovuto a vari fattori, considerevolmente superiore ai tassi osservati nella popolazione generale. Questo dato di fatto deve far riflettere tutti specialmente coloro deputati alla salvaguardia e benessere dei lavoratori e coloro deputati al controllo dello stato economico e del rinnovo contrattuale, tenendo conto anche del “reale” rischio che corrono ogni giorno TUTTI gli operatori 118! da non dimenticare anche l’inserimento di Tecnici e Sanitari nelle liste che riguardano i “lavori usuranti” e limiti di età raggiungibili, non è pensabile di far arrivare a 67 anni gli operatori 118 ancora in strada o luoghi impervi a soccorrere persone.
E voi cosa ne pensate? scrivetelo nei commenti…


Bibliografia:

http://www.ares118.it/pdf/rischio_qualita/documenti/Prevenzione_gestione_atti_violenza_operatori_soccorso.pdf

https://www.puntosicuro.it/view-pdf/il-comparto-sanitario-la-gestione-psicologica-delle-aggressioni-AR-18807/

ULSS 9 Scaligera, “ Procedura per la gestione degli atti di violenza e delle aggressioni verbali e/o fisiche a danno degli operatori sanitari”, versione luglio 2018 (formato PDF 958 kB);

Allegato 1: Scheda per la segnalazione di aggressioni (formato PDF 47 kB);

Allegato 1 bis: Modulo DS 08 per la segnalazione di infortunio sul lavoro (formato PDF 772 kB);

Allegato 1 ter: Modulo DS 09 per la segnalazione di incidenti, non conformità e comportamenti (formato PDF 636 kB);

Allegato 2: Questionario sulla soddisfazione ambientale molestie, aggressioni (formato PDF 138 kB);

Allegato 3: Protocollo per la gestione psicologica delle aggressioni in ambito sanitario (formato PDF 151 kB);

Allegato A: Modulo di rinuncia all’intervento psicologico (formato PDF 90 kB).

https://pubmed-ncbi-nlm-nih-gov.translate.goog/33542696/

https://pubmed-ncbi-nlm-nih-gov.translate.goog/34421372/

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