SICUREZZA PERCEPITA E COMPORTAMENTO NELLA GUIDA IN EMERGENZA

La sicurezza percepita e il comportamento alla guida sono due concetti strettamente collegati. La sicurezza percepita è definita come la determinante dei conducenti sulla probabilità di subire danni fisici durante la guida. Il comportamento alla guida è invece definito come la serie di azioni che i conducenti eseguono mentre stanno alla guida, come la velocità, la distanza di sicurezza, le manovre di emergenza e le tattiche di guida. I ricercatori hanno dimostrato che la sicurezza percepita può avere un impatto diretto sul comportamento alla guida.

I conducenti che percepiscono di essere più sicuri tendono ad avere un comportamento più aggressivo alla guida, come ad es. l'uso di velocità eccessiva o attraversamento di “intersezioni pericolose” in velocità.

Questa sensazione tra sicurezza percepita e comportamento alla guida può essere vista anche in altri settori, come gli sport estremi. I ricercatori hanno dimostrato che i praticanti di sport estremi tendono ad avere una maggiore percezione di sicurezza, il che li spinge a prendere rischi maggiori.

È importante capire come la sicurezza percepita influenzi il comportamento nella guida soprattutto in emergenza, poiché può aiutare a prevenire incidenti stradali.

L’utilizzo di un mezzo di soccorso come un’ambulanza richiede una consapevolezza del rischio da parte del conducente. Questo è particolarmente vero quando si tratta di andare velocemente, superare i semafori rossi, intersezioni e compiere manovre pericolose per raggiungere la destinazione più velocemente.

La percezione del rischio può influire direttamente sulla capacità del conducente di prendere decisioni rapide e sicure, soprattutto come nel nostro caso in emergenza.

Un altro aspetto importante della percezione del rischio è l’accettazione della responsabilità per le proprie azioni. La responsabilità può incoraggiare il conducente a prendere decisioni più sicure e responsabili, che si traducono in una riduzione del rischio di lesioni o morte nell’ambiente di lavoro.

SICUREZZA PERCEPITA E COMPORTAMENTO ALLA GUIDA: LE VARIABILI

La percezione del rischio fa la differenza, sovente ci troviamo davanti al rischio di una percezione errata di cosa effettivamente dobbiamo temere. In particolare:

– I riflessi: sopravvalutazione nella velocità dei propri riflessi è alla base di molti incidenti stradali, perché sottovaluta la complessità del sistema Uomo Ambiente Veicolo. Tra uno stimolo e una risposta c’è una sequenza complessa che deve essere seguita, riassumibile con l’acronimo PERIDEA (Percezione-Riconoscimento-Decisione-Azione), il credere di avere riflessi rapidi è basato su esperienze che non colgono, se non in minima parte, le capacità che debbono essere messe in gioco sulla strada.

L’uomo è sopravvissuto e si è evoluto anche perché ha saputo organizzarsi nel prevedere (nel senso letterale di “vedere prima”) le evoluzioni possibili di certe situazioni: ad esempio, temiamo di cadere dall’alto, perché prevediamo cosa verosimilmente ci accadrà (cioè, di farci molto male).

– La velocità: il cervello valuta linearmente il rischio legato alla velocità. Se a tot km/h c’è un certo rischio, raddoppiando la velocità sembra che il rischio raddoppi. La fisica ci insegna che l’energia di movimento va col quadrato della velocità. Un impatto a 20 km/h non è come un impatto a 40 km/h! infatti se raddoppiamo la velocità l’energia non raddoppia bensì quadruplica. Esprimere la velocità in km/h può essere utile per stimare la durata di un viaggio, non per dare una percezione adeguata del rischio. Quello che invece può far riflettere e percepire maggiormente lo stato delle cose è, a nostro avviso, usare i metri al secondo (m/s) e cioè utilizzare semplicemente una diversa unità di misura per esprimere la velocità istantanea

– Spazio di Frenata: dipende da molti fattori (velocità, attenzione nel percorrere la catena PERIDEA, condizioni del manto stradale, stato e pressione dei pneumatici, caratteristiche e stato del sistema frenante del veicolo).

Lo spazio di frenata di un’ambulanza varia in base alla velocità del veicolo. A velocità più elevata, la distanza necessaria per fermare un’ambulanza aumenta, poiché gli pneumatici devono lavorare più duramente per fermare il veicolo. A velocità più basse, la distanza di frenata di un’ambulanza è più breve, ma ciò non significa che il rischio sia minore.

I conducenti di ambulanze devono essere consapevoli dei pericoli associati alla guida ad alta velocità. Tra questi pericoli ci sono: la riduzione del tempo di reazione, la visione ridotta, la mancanza di familiarità con la strada e la possibilità di una collisione con altri veicoli. Inoltre, le strade possono essere più scivolose del previsto, il che può rendere più difficile fermare un’ambulanza. Pertanto, i conducenti di ambulanze devono essere consapevoli della loro distanza di frenata e agire in modo appropriato in caso di emergenza.

Dopo le tre variabili fondamentali troviamo l’impiego errato o il non utilizzo di cinture di sicurezza, la sopravvalutazione di tutti i sistemi elettronici in dotazione al veicolo e la sottovalutazione della stanchezza alla guida.

Photo by Mikhail Nilov on Pexels.com

Conclusioni

Guidare è un’attività iperappresa perché richiede l’utilizzo di una combinazione di competenze cognitive, fisiche, emotive e di comportamento. Ad esempio, guidare richiede di saper leggere, interpretare e prevedere il traffico, oltre a saper prendere decisioni rapide e corrette. Guidare richiede anche una buona coordinazione occhio-mano e una buona coordinazione muscolare, in particolare per le manovre in generale. Inoltre, è necessario essere in grado di gestire lo stress, essere in grado di mantenere una buona attenzione e concentrazione. La guida in “emergenza” richiede anche di avere buone abilità di comunicazione e di saper rispettare le regole del traffico. Tutte queste competenze devono essere acquisite attraverso l’esercizio e la pratica, ed è per questo che la guida è considerata un’attività complessa ma iperappresa.

Voi cosa ne pensate?

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